Il marchio di guerra continua a far intravedere scarsa fiducia da parte dei mercati finanziari regolamentati, a cui fa seguito quella dI aziende e famiglie. Di sicuro, anche se il conflitto cessasse entro fine mese, la ristabilizzazione dei mercati energetici, petrolio e gas e, di riflesso, l’energia elettrica. Le ipotesi per contrastare i prezzi di petrolio, gas ed elettricità dovrebbero puntare a ridurre le accise per il petrolio e al disaccoppiamento di elettricità dal gas azioni che, in corso di implementazione, mirerebbero ad abbassare i prezzi finali per famiglie e imprese, rendendo la bolletta elettrica più stabile e indipendente dalla volatilità del gas. Il rischio di una nuova fase inflattiva, dovuta per lo più ai rincari dei costi energetici, ma anche a una sottile ma perniciosa speculazione indotta che si allarga nel passaggio da produzioni ai trasporti e alla vendita al consumatore finale, è sempre più prossima a realizzarsi.

Una fase che, inevitabilmente, potrebbe portare a un rallentamento dei consumi, sia materiali che dei servizi, che innescheranno un calo dell’occupazione, che per ora riguarderà soprattutto quella intellettuale e che dovrà fare i conti con l’AI. Per contrastare che si realizzino le condizioni di una stagflazione è necessario che la catena della produzione -logistica, trasporto -grande distribuzione e commercio retail, faccia squadra puntando a una azione comune mirata ad evitare che nessuna delle parti dia corso, in anticipo sugli aumenti energetici alla fonte, a forme speculative che già nel breve innescherebbero il calo della domanda.