Dopo la pausa per le festività pasquali i mercati ci accingono a riprendere le contrattazioni all'insegna dell'alta volatilità.
A provocare incertezza è l'incognita della durata della guerra e l'aumento dei prezzi delle materie prime, in particolare gas e petrolio. Elementi che alimentano i timori di una fiammata dell'inflazione ed un ritorno alla politica restrittiva delle banche centrali. E' elevata, secondo gli analisti, la probabilità che lo shock energetico dovuto alla guerra in Iran si trasmetta all'economia globale. Domenica è prevista la riunione Opec+ chiamata a decidere i prossimi livelli produttivi, importanti nell'attuale contesto.
Secondo quanto riferiscono alcuni analisti, nel corso della riunione potrebbe essere deciso un ulteriore aumento della produzione. Sul fronte degli effetti della guerra sull'energia, viene sottolineato, anche in caso di una rapida cessazione delle ostilità il danno ormai è fatto e il ritorno a condizioni normali nel mercato dell'energia richiederebbe tempi non brevi. In questo quadro appare sempre più chiaro che la reazione di politica monetaria dipenderà proprio dal grado di propagazione dello shock. Nel giorno di pasquetta la maggior parte dei mercati europei rimarrà chiusa, mentre quelli degli Stati Uniti saranno aperti. Lunedì rappresenta anche la scadenza dell'ultimatum di Trump all'Iran, anche se c'è da osservare che questo elemento non è stato preso in considerazione nel suo ultimo discorso alla Nazione e quindi non è chiaro se sia ancora operativo.






