Roma, 24 mar. (askanews) – Kim Jong Un ha formalmente definito la Corea del sud “lo Stato più ostile” e ha minacciato conseguenze “spietate” in caso di “provocazioni” da parte di Seoul, ribadendo al tempo stesso lo status nucleare della Corea del nord e lasciando intendere una revisione costituzionale in linea con la nuova impostazione dei rapporti intercoreani.

Nel discorso pronunciato ieri, seconda e ultima giornata della prima sessione della 15ma Assemblea popolare suprema, Kim ha affermato che Pyongyang ha “ufficialmente riconosciuto” la Corea del sud come “la nazione più ostile” e che la ignorerà e la respingerà completamente “con le parole e con i fatti più chiari”.

Il leader nordcoreano ha anche avvertito che la Corea del nord reagirà in modo “spietato” se Seoul compirà atti considerati provocatori.

Secondo i media ufficiali nordcoreani, l’Assemblea ha discusso una revisione della Costituzione, anche se non è stato precisato se il testo modifichi formalmente la precedente impostazione che faceva riferimento alla riunificazione pacifica delle due Coree. Da tempo Pyongyang aveva lasciato intendere di voler cambiare quella formulazione, dopo che Kim nel 2024 aveva ordinato una revisione normativa per definire Seul come “il nemico numero uno”.