Roma, 26 ago. (askanews) – La Corea del Nord ha ribadito oggi le accuse contro le esercitazioni militari congiunte in corso tra Corea del Sud e Stati Uniti, definendole un’espressione della loro “volontà di invasione” e avvertendo che “pagheranno un caro prezzo”.
Kim Yong Bok, vicecapo di Stato maggiore dell’esercito nordcoreano, ha espresso le critiche in una dichiarazione diffusa dall’agenzia statale KCNA, mentre le grandi manovre annuali estive congiunte, denominate Ulchi Freedom Shield (UFS), sono entrate nel nono giorno, in vista della conclusione prevista per dopodomani.
Kim ha puntato il dito contro il recente dispiegamento di caccia F-35 dell’aeronautica statunitense durante le esercitazioni, respingendo l’affermazione degli alleati secondo cui si tratterebbe di manovre difensive.
“E’ un fatto universalmente riconosciuto che una grande esercitazione di guerra contro uno Stato non possa mai essere definita ‘difensiva’, se viene condotta dalla più grande potenza nucleare del mondo e da oltre dieci Stati satelliti”, ha dichiarato il funzionario militare.
Ha inoltre descritto la UFS come “la più solida espressione della loro volontà di invadere” la Corea del Nord, citando un nuovo piano operativo inserito nelle manovre di quest’anno, che secondo lui sarebbe mirato a “espandere l’attacco” nel territorio nordcoreano e a condurre un attacco preventivo contro le strutture nucleari del Paese.










