All’indomani di un referendum che, in netta controtendenza, ha registrato un’alta partecipazione, è doveroso esprimere forte soddisfazione. È il segnale che, quando si creano le condizioni, il rapporto tra cittadini e politica può essere ancora forte e vitale.

Rendere strutturale la partecipazione

Proprio per questo, è necessario rendere strutturale questa partecipazione, intervenendo non solo sul piano politico appunto, ma anche su quello organizzativo e amministrativo del voto, in quanto la qualità della democrazia dipende – che non lo si dimentichi - anche dall’efficienza e dall’accessibilità del procedimento elettorale nel suo complesso. Lo dimostrano, peraltro, le recenti indicazioni del ministero dell’Interno per il referendum, da un lato con la circolare n. 33/2025 sulla necessità di garantire la regolarità del voto e prevenire fenomeni come il doppio voto e, dall’altro, con la circolare n. 32/2026 che, per rendere il voto sempre più accessibile, introduce importanti semplificazioni per gli elettori con disabilità, consentendo l’utilizzo della EU Disability Card per l’ammissione al voto assistito.

Contro l’astensionismo “involontario”

Proprio in questa direzione, molto opportunamente, si muove anche un ulteriore recente intervento, di ancora più vasta portata, ossia l’introduzione della tessera elettorale digitale che, inserita nel decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, semplifica gli adempimenti e facilita l’accesso al voto degli elettori, incidendo sull’astensionismo “involontario” legato a difficoltà pratiche. Si tratta, in particolare, di uno strumento utile, che sarà sperimentato alle prossime elezioni politiche, delineando così una direzione sempre più chiara: rigore nelle procedure e, al tempo stesso, semplificazione e inclusione per un voto più accessibile.