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24 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 6:35
È uno spettacolo delle prime volte questo People, places & things, del drammaturgo britannico Duncan Macmillan. Emma è un’attrice. Sta interpretando Nina nel Gabbiano di Anton Čechov. Tutto fila in scena, ma improvvisamente s’intrecciano le instabilità reali della donna con quelle del suo personaggio. Un pericoloso crollo la porterà in un rehab, una clinica per uscire dalla dipendenza da alcol e droghe. E in questo nido del cuculo fatto di persone fragili e spezzate dovrà fronteggiare i suoi spettri e intraprendere una dura lotta contro il naufragio da sé stessa.
Si diceva prime volte perché Pierfrancesco Favino esordisce come regista teatrale, mentre Anna Ferzetti, qui protagonista, lavora per la prima volta con suo marito. Periodo intenso e positivo per lei, anche per le recenti uscite al cinema di Domani interrogo e La grazia. In più, anche quest’opera di Macmillan viene trasposta per la prima volta in italiano, con la traduzione di Monica Capuani. Il testo utilizza un linguaggio incollato al reale e fronteggia con estrema onestà il tema della caduta e rinascita. Ogni paziente della clinica ha il suo passato traumatico e un presente oscuro da rielaborare per rimettersi in piedi, ma tutto passa dalla via dell’ammissione, punto d’inizio di qualsiasi percorso riabilitativo. In una scena in particolare, anima, coscienza e percezione della protagonista si sdoppiano, anzi si moltiplicano con varie controfigure.






