Ha avuto coraggio Pierfrancesco Favino a proporre questo 'People, Places & Things (Cose, posti e persone)' di Duncan Macmillan esaltandone da regista il lato ossessivo e disturbante, pur giocando anche su qualche paradosso comico, e con lui Anna Ferzetti, senza risparmiarsi con un personaggio così impegnativo, fragile e esasperato, in un'ottima prova d'attrice.

Comunque proposta giusta, e applauditissima la sera della prima all'Ambra Jovinelli (dove si replica sino al 15 marzo), in anni in cui le dipendenze stanno diventando un problema sociale, da quelle da droga, sempre più diffusa, a quelle da alcol sino a quelle da social, e non riguardano solo i più giovani.

La protagonista, che si nasconde dietro diversi nomi, dalla Nina di Cechov a altri inventati sino al suo vero, nel finale, Lucia, è un'attrice e una donna adulta e autodistruttiva, gravemente alcolizzata e tossicodipendente, che un ultimo barlume spinge a cercare di disintossicarsi ricoverandosi in un centro specializzato. E' "un urlo in cerca di una bocca" e ci prova due volte, una prima con la sfrontatezza, l'aggressività e le false sicurezze di chi continua a vivere una sua finzione, la seconda con maggiore disponibilità, grazie anche a una serie di incontri fortunati, a cominciare da Elia, un ex drogato diventato poi infermiere che cerca il confronto con lei e la protegge.