Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
24 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 9:05
Più di ventiquattro ore senza elettricità. Quello di sabato è stato il secondo blackout totale, per Cuba, in una settimana. E il terzo da quando Donald Trump ha imposto il blocco petroliero sull’isola, dove – come sostiene il leader dell’Avana Miguel Díaz-Canel – da “tre mesi non arriva un’imbarcazione con combustibile”. Questa volta a saltare è stata “sesta unità” della località di Nuevitas, provocando un “effetto a cascata sugli impianti in linea”, si legge sull’account X di “Unión eléctrica de Cuba”, fornitore energetico nazionale, che assicurava l’avvio dei “protocolli” per il ripristino del servizio. All’alba di domenica il 90% dei cittadini era ancora senza elettricità.
I più colpiti sono gli ospedali. “Si fa il possibile, proprio come nei teatri di guerra”, commenta Juana Moreno, infermiera, 43 anni. “Non si registrano pazienti deceduti a causa dei blackout, ma è un timore costante. E mancano le medicine, che alcuni degenti condividono tra loro”, dice a Telemundo Martín Hernández Isas, ematologo, che ogni giorno percorre 32 chilometri per raggiungere il posto di lavoro, cioè l‘Instituto di hematología e immunologia dell’Avana. L’America Latina osserva con preoccupazione quella che il deputato messicano di Morena – il partito progressista di Claudia Sheinbaum -, Luis Humberto Fernández, definisce l’attuale crisi come “la peggiore” nella storia di Cuba. Quasi il 90% della popolazione è in povertà e, da settimane, il malcontento si manifesta nelle strade: cortei, proteste, atti vandalici.








