Il curriculum professionale e militare di Donato Marzano, tarantino, ammiraglio di squadra della riserva, è lunghissimo. È stato comandante del Raggruppamento Incursori e Subacquei,della Squadra Navale e della Forza Marittima Europea, tra i tanti incarichi. Tra corsi, attestati, scuole di guerra e onorificenze avrà avuto la divisa stracolma di nastrini. Oggi, però, gli parliamo in qualità di presidente nazionale della Lega Navale Italiana, associazione che nasce nel 1897 a La Spezia, diventa ente morale nel 1907 e che è preposta a servizi di pubblico interesse per legge, vigilata dai ministeri della Difesa e dei Trasporti. Una rete articolata lungo le coste italiane, tra sezioni e delegazioni, centri e base nautiche con un esercito di volontari e con una missione: promuovere il mare.

Ammiraglio, che momento è questo per la Lega Navale?

"Be', dopo un periodo oscuro, legato essenzialmente alle problematiche di commissariamento, ormai quasi dieci anni fa, la LNI ha ripreso il mare aperto e quindi con l'ammiraglio Maurizio Gemignani prima e dopo questi miei sei anni in carica, di fatto ha ripreso le attività istituzionali che sono il fulcro dell'esistenza di un ente pubblico che è anche associazione. Questa duplicità è importante, perché può relazionarsi con le istituzioni, gli stakeholders della marittimità dello Stato e contestualmente però far base sul volontariato, che poi è la sua vera forza".