Mar Mediterraneo, 30 lug. (askanews) – “Siamo pronti a scoraggiare qualsiasi minaccia all’alleanza NATO. Questo è ciò che facciamo quando operiamo in mare. E in realtà, quotidianamente, ci concentriamo solo sul nostro addestramento e sulla nostra capacità di essere pronti a qualsiasi cosa ci capiti, che si tratti delle condizioni meteorologiche che a volte sono difficili in mare, o di un problema, o se serve assistenza umanitaria a qualcuno in mare che ha bisogno del nostro aiuto: andiamo e lo assistiamo. Lo abbiamo già fatto più volte durante questa missione, e se c’è una crisi nella regione, siamo in grado di rispondere anche a quella. Ci concentriamo sull’addestramento ogni singolo giorno”.
Ci troviamo sulla portaerei USS Gerald R. Ford (CVN-78), il vascello dei record. La più grande nave militare al mondo che ha lasciato la fitta foschia della Virginia, negli Stati Uniti d’America per arrivare nel Mar Mediterraneo e partecipare all’attività Nato Neptune Strike. A parlarci è il comandante del Carrier Strike Group 12, il contrammiraglio Paul Lanzilotta.
“Quando guardo il Mar Mediterraneo, la prima cosa che faccio è concentrarmi sull’Italia, ma non è solo per quello che sono e per le mie origini italo-americane. Il Mediterraneo






