Per molto tempo il parto con epidurale è stato associato a un’immagine precisa: una donna sdraiata, immobile, mentre il dolore veniva controllato ma il corpo restava quasi “spento”. Oggi quella scena non è più l’unica possibile. E la cosa sorprendente è che questo cambiamento non è neanche così recente. È solo poco raccontato. Esiste, infatti, una modalità di analgesia che permette di partorire con epidurale continuando a muoversi, alzarsi e persino camminare. Una pratica già presente da anni in alcuni centri avanzati, ma ancora poco diffusa e spesso sconosciuta.

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Dalla donna immobile alla donna protagonista

Per decenni l’epidurale è stata sinonimo di sollievo dal dolore, ma anche di immobilità. La riduzione della sensibilità e della forza nelle gambe costringeva le donne a restare a letto, limitando movimenti che invece fanno parte del processo naturale del parto. Il nuovo approccio cambia questo equilibrio. L’epidurale resta, ma diventa meno invasiva. All’ospedale universitario di Bruxelles, dove è stato avviato uno dei primi programmi strutturati nel Belgio francofono, le donne possono mantenere la mobilità durante il travaglio grazie a dosaggi più bassi di anestetico. Questo permette loro di sedersi, stare in piedi, usare strumenti come la palla da parto e muoversi liberamente, partecipando attivamente alla nascita. Un metodo che è utilizzato anche in alcuni ospedali italiani.