Il governo di Spagna ha condannato gli attacchi contro infrastrutture energetiche critiche in Medio Oriente, citando il raid israeliano contro il giacimento di South Pars in Iran e i successivi attacchi iraniani contro impianti nei Paesi del Golfo, tra cui il «brutale bombardamento» del sito di Ras Laffan in Qatar. Madrid respinge «nei termini più energici» queste azioni, definite una nuova escalation con conseguenze umane e ambientali imprevedibili, segnala il ministero degli Esteri in una nota. L’esecutivo iberico ha inoltre condannato l’avvertimento di evacuazione lanciato da Teheran alle popolazioni civili residenti vicino agli impianti energetici nel Golfo, giudicato «illegale, ingiustificato e di impossibile attuazione». Madrid ricorda che gli attacchi contro infrastrutture energetiche rappresentano una violazione del diritto internazionale e umanitario e mettono a rischio la vita di civili innocenti. Il governo spagnolo rinvia tutte le parti alla moderazione per evitare ulteriori effetti destabilizzanti con possibili ripercussioni globali, esprimendo al contempo sostegno agli sforzi dei Paesi del Golfo per una urgente de-escalation.
«Alla durezza di questo tempo di guerra, che ci coinvolge tutti, si aggiunge oggi anche quella di non poter celebrare degnamente e insieme la Pasqua. È una ferita che si aggiunge a tante altre inferte dal conflitto. Ma non dobbiamo lasciarci scoraggiare. Se non possiamo riunirci come vorremmo, non rinunciamo alla preghiera». Lo afferma il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, in merito alle modifiche alle funzioni di Pasqua in Terra Santa. Dal porporato arriva l’invito alla preghiera e l’iniziativa di un rosario per la pace il prossimo 28 marzo: «Desideriamo la pace, innanzitutto per i nostri cuori turbati. Solo la preghiera può donarla. Vi invito pertanto a unirvi in preghiera sabato prossimo, 28 marzo, recitando il rosario per implorare il dono della pace e della serenità, specialmente per quanti soffrono a causa del conflitto. Lo faremo con cuore umile, certi che la nostra preghiera, anche se fisicamente distanti, è capace di attingere alla forza dell’amore di Dio, che ci unisce in spirito di speranza e di fiducia».














