Gentile Direttore, l'intervento del professor Pombeni sul Gazzettino di oggi, coglie con chiarezza la deriva dell'attuale scenario internazionale, sempre più segnato da leadership come quelle di Putin, Trump e Netanyahu e, sul versante opposto, dagli integralismi islamici, dove la dimensione ideologica e spettacolare sembra prevalere su una reale visione degli equilibri globali. A mio avviso, questi fenomeni, pur diversi tra loro, condividono una pericolosa semplificazione della realtà e contribuiscono ad alimentare tensioni e instabilità. Anche in Italia questo clima si traduce nella crescita di un nuovo sovranismo molto spregiudicato, alimentato più da vecchi slogan che da un reale senso di responsabilità. La storia ci ha già mostrato quanto sia rischioso affidarsi a certi "imbonitori": per questo è necessario mantenere alta l'attenzione e lo spirito critico.
Aldo Sisto
Caro lettore, proprio perché lo spirito critico va sempre esercitato, credo sia sbagliato demonizzare il sovranismo. Che non è un virus della politica contemporanea ma il sintomo, o se preferisce la degenerazione, di una patologia reale e grave: la crisi delle sovranità nazionali. È evidente, non solo in Italia, la crescente insofferenza di fasce ampie della popolazione verso condizionamenti che provengono dall'esterno e che limitano fino talvolta ad annullarla la potestà e il diritto popolare a decidere il proprio destino.






