SAN VITO AL TAGLIAMENTO (PORDENONE) - Centodue anni e non sentirli, almeno quando si tratta di esercitare un diritto che per lei è sempre stato un dovere. Ausonia Ongaretto, classe 1924, ieri si è presentata al seggio come ha fatto per tutta la vita. Alle 19.15 ha varcato la porta della seconda sezione di Madonna di Rosa, alle scuole medie di via Angelo Galante Ciliuti, a San Vito al Tagliamento.
Sorridente, accompagnata dalla figlia, ha preso la scheda, si è ritirata nella cabina e ha votato per il referendum. Poi, con gesto sicuro, l’ha riconsegnata agli scrutatori. Un rituale semplice, ripetuto decine di volte nel corso di una vita lunga più di un secolo.
«Ho sempre votato», racconta con naturalezza. Dalla nascita della Repubblica in poi non ha mai mancato un appuntamento elettorale. Era il 1946 quando gli italiani furono chiamati a scegliere tra monarchia e repubblica: da allora, per Ausonia, il voto è rimasto un passaggio irrinunciabile, quasi un segno di rispetto verso la propria storia e quella del Paese.
Ma oggi lo sguardo è più disincantato, come racconta la figlia, che la stimola sempre a restare attiva ed a interessarsi anche alla politica. «Spesso mi dice “Non so neanche per chi votare, mi hanno stancato tutti. Non cambia nulla”». Una frase che non cancella però la determinazione a esserci comunque, fino in fondo.











