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Il nitrato d'ammonio era solo l'innesco L'azione studiata era ad alto potenziale
Torna la stagione delle bombe. Anzi no, non è mai finita. Vertice urgentissimo, ieri al Viminale, presieduto dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Sul tavolo dell'antiterrorismo gli anarchici saltati in aria a Roma, il regime di 41 bis di Alfredo Cospito, il filo nero che legava la cellula anarco-insurrezionalista ad Alessandro Mercogliano, il compagno Sandrone, e Sara Ardizzone, dilaniati giovedì notte mentre confezionavano un ordigno usando (sembrerebbe) una pentola a pressione dal potere devastante. E il nitrato d'ammonio sarebbe stato solo l'innesco, la Scientifica si sta orientando sull'uso di plastico C3 e tritolo. Il casale distrutto dall'esplosivo lo conferma: l'azione programmata dai due terroristi era ad alto potenziale. Obiettivo? Un attentato allo Stato. Era questa la reale intenzione che vede come possibili bersagli sia la vicina rete ferroviaria nel quadrante Sud Est della capitale ma soprattutto la possibilità di realizzare un attentato al distretto di polizia del Tuscolano (il vero cuore dei distretti romani, che da un lato è esposto a un prato e che dista dal casolare appena 4 minuti in macchina) o a una caserma dei carabinieri.






