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L’attentato è il risultato di una pianificazione accurata. Nei giorni precedenti sono stati esplosi colpi di arma da fuoco per testare i tempi di reazione delle forze dell’ordine

Sigfrido Ranucci sarebbe stato pedinato per giorni prima dell’attentato che ha colpito la sua abitazione a Pomezia. A riferirlo è il quotidiano La Repubblica, secondo cui chi voleva intimidire il giornalista ha atteso il momento giusto per colpire, posizionando un ordigno artigianale tra la sua auto e quella della figlia Michela. L’esplosione, avvenuta giovedì sera intorno alle 22.17, ha distrutto una Ford Ka e un’Opel Adam, provocando danni a vasi, cassonetti e al muro di cinta dell’abitazione. I carabinieri del nucleo investigativo di Frascati, insieme ai colleghi di Roma, ritengono che l’attentato sia il risultato di una pianificazione accurata, con appostamenti, prove e persino colpi di arma da fuoco esplosi nei giorni precedenti per testare i tempi di reazione delle forze dell’ordine.