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Ordigno artigianale con oltre un chilo di polvere pirica, miccia accesa e una sola telecamera utile a 50 metri. Gli inquirenti al lavoro per ricostruire la preparazione dell’attacco

Le prime analisi effettuate dai carabinieri del nucleo investigativo di Frascati, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma, indicano che l’esplosivo utilizzato per l'attentato contro il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, fosse artigianale, realizzato con più di un chilo di polvere pirica pressata. L’esplosione, che ha distrutto le auto di famiglia e provocato danni ingenti alla facciata dell'appartamento, è avvenuta circa venti minuti dopo il rientro del giornalista, intorno alle 22.20. I vigili del fuoco e i carabinieri sono intervenuti immediatamente sul posto avviando immediatamente le indagini.

Secondo i rilievi approfonditi delle forze dell'ordine, non sarebbe stato presente un timer né un sistema di innesco a distanza. L’ordigno sarebbe stato collocato manualmente e acceso con una miccia, forse mentre l’autore era ancora nei paraggi. Questo elemento spinge gli investigatori a ritenere che si sia trattato di un’azione mirata e pianificata con cura.