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A piazzare l’ordigno sotto l’auto del giornalista davanti alla sua abitazione di Pomezia lo scorso 16 ottobre sarebbe stata la camorra per una vicenda legata a un traffico d’armi a Rovigo

Niente servizi segreti, niente mandanti politici. A piazzare l’ordigno sotto l’auto di Sigfrido Ranucci davanti alla sua abitazione di Pomezia lo scorso 16 ottobre sarebbe stata la camorra per una vicenda legata a un traffico d’armi a Rovigo che avrebbe spinto la Dda di Venezia e il Gico ad aprire un fascicolo correlato. Secondo quanto risulta al Giornale la Procura di Roma - le indagini sono condotte dal pm Carlo Villani - avrebbe già interrogato due persone qualche giorno prima di Capodanno: il giornalista di Report Daniele Autieri e l’ex ad della società Cantieri navali Vittoria Francescomaria Tuccillo. Nei prossimi giorni potrebbero essere sentite altre persone.

Report aveva mandato in onda, qualche settimana prima dell’attentato, un servizio dal titolo Battaglia navale nel quale intervistava ad Adria (Rovigo) l’attuale presidente dei cantieri Vittoria Roberto Cavazzana. Proprio in quella circostanza sarebbero state trovate due casse di legno con due mitragliatrici da guerra M2 calibro 50 realizzate dalla Oto Melara, azienda controllata da Leonardo - armi potentissime che possono colpire fino a 6 km di distanza - che avrebbero dovuto essere in dotazione a due motovedette Interceptor destinate alla Royal Police dell’Oman in una commessa del 2019, rimaste a lungo (da febbraio a maggio dell’anno scorso) presso la Banchina Eredi Grandi Venerino a Porto Viro prima di essere trasferite a Chioggia e poi a Genova ma senza le due potenti armi, rispedite in cantiere in due casse di legno targate «Leonardo», indirizzate all’ex project manager Alessandro Duò, la cui famiglia era proprietaria dei cantieri prima dell’arrivo di Cavazzana. Le armi (perfettamente funzionanti) sono state sequestrate dalla Finanza, va detto che le due imbarcazioni e le mitragliatrici erano state escluse dal rogito di compravendita tra l’ex proprietà e i nuovi acquirenti.