Si alternano quasi con logica matematica: da una parte gli ulivi, a volte secolari, a volte giovani; dall’altra le vigne. È un pezzo di Sicilia così verde da sembrare un’altra terra. Un lembo di Sicilia, a una settantina di chilometri da Palermo, centrale rispetto a tutto, soprattutto rispetto alle grandi produzioni di qualità: il vino, l’olio, la pasta.
Siamo a Chiusa Sclafani e, in questo weekend di primavera — in un marzo che a queste altitudini mantiene ancora un’aria frizzantina ma non fredda — va in scena uno spaccato di quella che oggi è l’economia siciliana, di quello che possiamo definire il sistema dell’economia siciliana: una cinquantina di aziende, tutte piccole e a volte piccolissime; dall’altra parte una quindicina di buyer provenienti da Brasile, India, Argentina, Romania, Danimarca, Germania,...







