Dopo oltre un anno di sollecitazioni rivolte alla Direzione generale della Sanità animale e dei farmaci veterinari (Dgsaf) sui "rischi di una normativa elaborata senza adeguate competenze nel settore degli animali da compagnia" e un incontro fissato per il 25 marzo "l'appuntamento è stato annullato senza motivazione e senza rinvio".

Lo afferma il Gruppo allevatori cinofili (Gac) spiegando che "il nostro obiettivo è la tracciabilità, altrimenti si finisce per favorire commercio illegale e randagismo e non si controllano i rischi sanitari".

Il Gac chiede l'intervento del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato affinché "laddove lo Stato sbaglia, abbia l'umiltà di correggere e garantire il rispetto del lavoro etico di un intero comparto".

L'associazione ricorda che c'erano stati anche tavoli istituzionali con Regione Piemonte e Regione Lazio "per la revisione delle rispettive leggi sul benessere animale" e che sembrava essersi "finalmente aperto un canale di confronto anche con il ministero della Salute".

"Meno di un mese fa, all'indomani dell'annuncio della imminente pubblicazione del Sinac (il Sistema di identificazione nazionale degli animali da compagnia) - racconta Attilio Presta, presidente del Gac - la Dgsaf ci ha finalmente riconosciuti come portatori di interesse, inviandoci in visione la bozza del regolamento. Dopo averla analizzata, abbiamo chiesto un incontro con il direttore generale Filippini e trasmesso in anticipo le nostre osservazioni, come richiesto. Due giorni dopo, l'annullamento dell'incontro".