Lo dice secco, chiaro, senza l’ombra di un dubbio, il tar del Lazio, mentre (ri)sospende per sei mesi le sperimentazioni di un’azienda farmaceutica su alcuni cani. Lo scrive, nero su bianco, sollecitato da una richiesta della Lav, ossia della Lega antivivesezione, forte addirittura della Costituzione (ché l’articolo nove promuove sì il progresso scientifico ma ricorda anche che «la legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali»): «Il dolore dei cuccioli prevale sulla ricerca». La sentenza è di Roma, il caso di Verona. Un laboratorio (quello dell’Aptuit che fa capo al gruppo multinazionale Evotec), centinaia di cani (tutti beagle, bellissimi, con gli occhioni grandi e il manto rado, le orecchie cascanti ai lati del musetto), un piano per esperimenti di telemetria cardiovascolare sulla sicurezza farmacologica (che per carità, sempre viva la scienza che si rinnova, epperò a che prezzo?) e poi l’associazione animalista che interviene, si fa sentire, non si arrende e ricorre in quello che è a tutti gli effetti un procedimento giudiziario che dura da cinque anni. È il 2021, infatti, quando, per la prima volta, la Lav denuncia la situazione: in quel laboratorio veneto, sostiene, ci sono sia cani che scimmie e macachi.