«Il regalo iraniano per Eid al-Fitr (la festa per la fine del ramadan, ndr)». Così il ministero degli Esteri israeliano ha commentato il blitz di ieri contro la Città Vecchia di Gerusalemme, dove i frammenti di un missile balistico di Teheran sono caduti a pochi metri dalla moschea di Al Aqsa, uno dei luoghi più sacri dell’Islam, aggiungendo che «l’attacco iraniano contro i luoghi sacri musulmani rivela la follia di un regime che osa professarsi religioso». L’attacco al cuore della capitale non ha fermato la sistematica opera di demolizione dei ranghi della Repubblica islamica che Israele sta portando avanti dal 28 febbraio. Ieri è toccato al portavoce delle Guardie islamiche della rivoluzione, Ali Mohammad Naini, che in un post su X le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno descritto come «l’uomo che negli ultimi due anni ha diffuso la propaganda del regime ai suoi alleati in tutto il Medio Oriente al fine di promuovere attacchi terroristici contro Israele».
Israele ha poi confermato anche la morte di Esmail Ahmadi, ucciso nel corso dello stesso blitz aereo con cui era stato eliminato a inizio settimana il comandante della stessa forza Basij, Gholamreza Soleimani. Ahmadi era a capo della divisione intelligence della milizia «che ha svolto un ruolo chiave nel guidare importanti operazioni di repressione durante le recenti proteste interne in Iran, ricorrendo a violenza estrema, arresti di massa e uso della forza contro i manifestanti civili», ha riferito un comunicato delle IdîIn questo quadro, il messaggio diffuso della Guida Suprema Mojtaba Khamenei in occasione del capodanno iraniano che cadeva giusto ieri, è parso ancor più surreale: «Al momento, il nemico è stato sconfitto, grazie alla nostra unità e ai nostri sforzi e abbiamo davanti a noi un anno buono, pieno di vittorie e di ogni genere di aperture materiali e spirituali per il nostro popolo, per tutti i vicini e per le nazioni musulmane», recitava il testo, che è stato trasmesso per iscritto dalla tv di Stato, giacché di Khamenei junior ancora non v’è traccia a dodici giorni dalla sua nomina.










