VENEZIA - Venezia, crocevia del mondo, torna a ospitare "Incroci di civiltà", il festival internazionale dedicato alla letteratura, il cui obiettivo è quello di creare un ponte fra culture, lingue e tradizioni attraverso la parola scritta di autori provenienti da ogni dove. Ideato e organizzato da Ca' Foscari, un evento tanto atteso in Laguna, che quest'anno in uno scenario internazionale segnato da tensioni e conflitti porta con sé un significato ancora più prezioso e profondo.

«Questa volta vorrei mettere l'accento sul termine "universalismo", il che significa ritrovare nella scrittura, nell'approccio con i lettori e nell'utilizzo del linguaggio l'elemento universale che in qualche modo tiene insieme l'umanità. "Incroci" è un festival umanistico», ha commentato ieri, alla presentazione del programma tenutasi nella sede centrale dell'ateneo veneziano, il direttore Flavio Gregori, che ha sottolineato come il senso di umanità porti ad aprirsi all'altro e a cercare di comprenderlo.

In scena dal 15 al 18 aprile, l'inaugurazione al Teatro Goldoni sarà affidata al concerto di Ramin Bahrami, pianista di fama internazionale (prenotazione gratuita obbligatoria, al via da ieri, sul sito ufficiale del festival): iraniano di nascita, da ragazzino è fuggito dal suo Paese insieme a parte della famiglia, formandosi tra Milano, Imola e Stoccarda. La sua ricerca interpretativa è rivolta alla monumentale produzione di Johann Sebastian Bach, che affronta con il rispetto e la sensibilità cosmopolita di cui è intrisa la sua cultura e formazione, nutrita da influenze tedesche, russe, turche e persiane.