Erano nomi noti agli inquirenti quelli di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, i due anarchici morti nel crollo di un casale al Parco degli Acquedotti. I due sarebbero stati intenti a costruire un ordigno ma il materiale, esploso accidentalmente, avrebbe fatto cedere la struttura in cui si rifugiavano. Mercogliano, 53 anni, originario di Nola, era stato condannato in primo grado per il reato di associazione con finalità di terrorismo nell’ambito dell’inchiesta «Scripta Manent», per la partecipazione alla Federazione Anarchica Informale, e poi successivamente assolto nel novembre 2020. Ha partecipato a mobilitazioni anti-carcerarie e anti-militariste. Aveva inoltre precedenti di polizia nell’ambito di manifestazioni, per violenza privata, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, furto, danneggiamento, invasione di terreni o edifici.