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Lei è andata a processo per il caso “Sibilla” e lui per essere tra i fondatori delle Fai-Fri che seminarono il terrore tra il 2003 e il 2016
L’esplosione del casale di Roma nel pomeriggio ieri ha squarciato il velo di ipocrisia e di omertà che da anni è caduto sulle frange anarchiche di questo Paese. Da anni, infatti, si sottovaluta il rischio delle frange eversive dell’Italia, si sottovaluta la loro effettiva capacità di azione e si sottovaluta il loro potenziale terroristico. L’esplosione di ieri dovrebbe servire da campanello d’allarme in tal senso, perché Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano non erano due soggetti qualunque ma due anarchici dichiarati, già finiti a processo per reati legati al mondo anarchico e nel casolare alle porte di Roma pare stessero preparando un ordigno ad alto potenziale. Non erano probabilmente esperti di quel tipo di esplosivi, che dev’essere ancora identificato, o forse hanno semplicemente compiuto una leggerezza nella sua preparazione: sta di fatto che nel pomeriggio di ieri l’esplosione li ha uccisi.






