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Il cognome di uno dei due anarchici morti sul campanello dell'alloggio al Tuscolano. I due erano già stati coinvolti nelle indagini su Cospito: attenzionati, ma senza controlli
Terroristi della porta accanto. Il nome sul citofono non è quello di Luigi Altobelli, ovvero Germano Maccari, l'ingegnere/carceriere di Aldo Moro. Ma quello di Alessandro Mercogliano e di Marco Bisesti. Due anarchici noti, arrestati, processati e prosciolti per associazione eversiva e terrorismo. Gente comune, che conduce una vita al di sopra di ogni sospetto. O almeno per i residenti di via degli Angeli 163 erano tali anche se occupavano, abusivamente, un alloggio comunale destinato ai servizi sociali del Tuscolano.
"La donna? Siamo sicuri, abbiamo visto anche lei entrare e uscire dallo stabile", ricordano i vicini di casa. Anche se "ufficialmente" la compagna Sara viveva altrove, tra Roma e Foligno, anche lei faceva parte degli antagonisti piazzati in pianta stabile nel quadrante sud est della capitale. Tutti uomini liberi, va sottolineato, prosciolti da ogni accusa nei vari procedimenti per devastazioni, gambizzazioni, attentati incendiari e dinamitardi in giro per l'Italia. Liberi ma "attenzionati" da tempo. Solo il Comune di Roma, proprietario dell'alloggio, non sapeva della loro presenza nei suoi locali.






