«Un narratore, non lo si prenda come proclama, è il custode del linguaggio». Così il grande scrittore indiano Salman Rushdie, protagonista della copertina di Robinson in edicola con Repubblica da domenica 22 marzo, risponde a Gianni Riotta che lo ha intervistato. Una conversazione, avvenuta nell’ufficio newyorkese del suo agente letterario, che prendendo le mosse dalla sua nuova raccolta di racconti, L’undicesima ora (in Italia edita da Mondadori) si trasforma in una riflessione sull’ispirazione, il progredire del tempo, i pericoli del presente.

Rushdie spiega come nelle sue storie si mescolino suggestioni diverse, dalle Pitture nere di Goya all’America di Kafka, si sofferma sul nostro rapporto con l’intelligenza artificiale, medita sulla vecchiaia e la creatività. E non trascura l’attualità, con un pensiero di vicinanza per il popolo iraniano e condannando ancora una volta quello stesso regime degli ayatollah che su di lui lanciò una fatwa, concretizzatasi nell’attentato che nel 2022 l’ha quasi ucciso.

Poi, come sempre, ampio spazio ai libri nel nostro supplemento, con le recensioni delle novità a cura delle nostre firme, con le pagine dedicate ai più piccoli e con quella dedicata ai gruppi di lettura: in occasione del Dantedì, ospitiamo la recensione collettiva della Divina Commedia, a cura del bookclub Philo di Milano, che ha affrontato il poema dantesco.