Doppia presenza della premier Giorgia Meloni in tv per lo sprint finale, ma appuntamenti nei territori annullati o trasformati in ricordo di Umberto Bossi.
La chiusura di campagna referendaria del centrodestra si divide tra il cordoglio per la scomparsa di una figura centrale nella storia della coalizione e l'ultima spinta per alzare l'asticella del consenso sulla riforma dell'esecutivo.
La presidente del Consiglio e i due vicepremier lanciano il conclusivo appello per il sì, ciascuno battendo su argomenti più volte richiamati nella corsa referendaria. Dalla famiglia nel bosco ai casi di 'malagiustizia', passando per il contrasto alle correnti di una magistratura "politicizzata". Con un messaggio di fondo comune: dal voto "nessun contraccolpo sul governo, la maggioranza è solida a differenza dell'opposizione". A ripeterlo è la premier in diretta televisiva, mentre la Lega annulla tutti gli eventi già organizzati e cancella le partecipazioni alle piazze comuni.
Quella milanese, con regia di FdI, è inizialmente dedicata alla 'maratona' per sostenere la riforma. Ma nel corso della giornata cambia segno, con una speciale dedica al Senatùr. Nonostante l'evento si trasformi in un ricordo del fondatore della Lega, nessun esponente di via Bellerio si aggiunge ai rappresentanti degli altri partiti di centrodestra nella piazza condivisa. Che resta comunque una rarità, considerata una campagna referendaria che ogni partito ha giocato per sé.











