Forse preparavano un attentato le due vittime del crollo del casale nel parco degli Acquedotti a Roma. E' una delle piste investigative. Tra le ipotesi, che l'ordigno maneggiato al momento dell'esplosione fosse diretto a un'azione da mettere in atto nelle prossime settimane.
Non si esclude che nel mirino ci potesse essere la rete ferroviaria e il gruppo Leonardo - società attiva nei settori della difesa -, come anche un rilancio della campagna a favore dell'anarchico Cospito, in vista della scadenza a maggio del decreto applicativo di 4 anni alla sua detenzione in 41bis. Secondo quanto si apprende, le due vittime sono state identificare e si tratta di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, entrambi legati proprio al "gruppo Cospito".
Quel che appare quasi certo, dopo le prime ricostruzioni, è che a causare il collasso del solaio interno del casale abbandonato sarebbe stata la deflagrazione. I due cadaveri sono stati ritrovati questa mattina, e poco dopo sono cominciati i rilievi tecnici da parte degli investigatori per trovare eventuali tracce di materiale compatibile con l'esplosione. A contribuire alla identificazione dell'uomo e della donna anche alcuni tatuaggi rinvenuti su entrambi i corpi.










