Se l’Italia dovesse riuscire ad avere la meglio sull’Irlanda del Nord e poi con chi le toccherà tra Bosnia e Galles, staccando il pass per i Mondiali dopo i due sensazionali flop consecutivi, troverà un calcio molto diverso da quello che ha lasciato. Nessun trauma: quello, semmai, è aver fatto da spettatori dal 2014 in poi. Ma un’idea forte, quella sì, di quanto sia trascorso, attraverso tutto quello che è arrivato in seguito: novità storiche nel regolamento e nel gioco, e nemmeno poche.Alcune (non tutte) hanno inevitabilmente a che fare con la sospirata introduzione della tecnologia nel calcio, della quale si dibatteva da fine anni Novanta almeno. Alcune (non tutte) concentrate quindi nell’ultimo lustro. Da molto di più l’Italia manca ai Mondiali: ne ha saltati due, e se dovesse non mancare il terzo, “scoprirebbe” un campionato del mondo con tante cose in più rispetto all’ultima volta. L’elenco delle innovazioni sopraggiunte nel calcio rispetto a Italia-Uruguay del 24 giugno 2014, ultima sciagurata apparizione mondiale degli azzurri, restituisce plasticamente la percezione di quanto tempo sia passato. Un altro calcio, decisamente.VAR - Video Assistant Referee (2017)La più macroscopica delle innovazioni di questi dodici anni, fino a lambire il concetto di rivoluzione. Che tuttavia non ha eliminato i macroscopici errori, e polemiche se possibile più furiose. Anche e soprattutto per il ginepraio di interpretazioni, retromarce e cambi di protocollo, difformità di giudizio e di applicazione di settimana in settimana, e persino all’interno della stessa giornata. Un buco nero dal quale, almeno in Italia, il gioco non è ancora riuscito a uscire, una grammatica fluida di innumerevoli così è-anzi no che continua a contraddistinguere l’esistenza di uno strumento che aspirava a rispondere alla richieste di chiarezza. E che piuttosto spesso e volentieri ha prodotto confusione, interpretazioni cervellotiche (memorabile il famigerato fuorigioco geografico che fece giurisprudenza, salvo essere dismesso nel tempo di un arrivederci) e una generale sensazione di complicazione anziché facilitazione.Prova provata che anche per il più atteso degli strumenti vale il simpatico adagio: non importa quanto grande è, ma piuttosto come lo usi. In uso per la prima volta ai mondiali del 2018, dopo l’importante beta-test nel campionato di Serie A 2017-18, e di lì in avanti la sensazione di infinito rodaggio e perfezionamento del quale la bellezza di nove anni dopo non si vede la fine. L’Italia non ha mai disputato una partita dei Mondiali con l’ausilio della tecnologia. E chissà se un monitor avrebbe avuto ragione del leggendario Byron Moreno, o non sarebbe bastato neanche quello a inchiodarlo. Il morso di Suarez? Quello forse sì.“Possible penalty review”: VAR agli ultime Europei in GermaniaAlexander Hassenstein/Getty ImagesSOAT - Fuorigioco semiautomatico (2022)Nel campo della tecnologia applicata al calcio uno degli ultimi arrivati, apparentemente per un criterio oggettivo e incontrovertibile. Ma messo immediatamente in discussione: un'unghia in fuorigioco non è più una metafora, è realtà e fa la differenza tra un gol oppure no. Tanto da creare discussioni sulla rigidità dell’applicazione anche per parti della figura delle quali è davvero difficile ipotizzare la partecipazione attiva al gioco. Margine di errore tra i tre e i quattro centimetri (un’unghia relativamente grossa, a ben pensarci), e la promessa di una elaborazione in una ventina di secondi (e non è stato esattamente così, specie nei primi tempi). Di contro a un'applicazione pedissequamente rigida, la paradossale sensazione di aleatorietà, più semplicemente di fortuna o sfortuna a seconda delle prospettive, nell’annullamento di un gol. “Dài, questo non può essere mai fuorigioco” è un mantra che appare sovente un weekend si e l’altro no. E a nemmeno tre anni dall’arrivo c’è già chi parla della reintroduzione del concetto di luce. In questo caso l’iter fu l’opposto: rodato ai Mondiali in Qatar, arrivato poche settimane dopo, a gennaio 2023, in Serie A.Regola degli 8 secondi (2025)Per la serie non tutti sanno che: per arginare le mitologiche perdite di tempo nelle fasi finali di partita ad opera dei portieri, è arrivata recentemente la cosiddetta regola degli otto secondi: da questa stagione ci sono (ci sarebbero) otto secondi di tempo al massimo con la palla tra le mani per l'estremo difensore, pena il corner per gli avversari. Qualcuno ne ha visto uno?Abolizione della regola del gol fuori casa (2021)Un’altra rivoluzione copernicana, che non ha effetto sui campionati del mondo perché strutturati in gara secca, ma che ha rappresentato un cambiamento epocale (e planetario) per il calcio, introdotto dall’UEFA, seguita da CONMEBOL, AFC e così via. E ha sicuramente cambiato l’interpretazione di gara in senso lato. Dal 2021 non esiste più la regola del gol fuori casa in caso di risultato aggregate di parità tra andata e ritorno. Resisteva dal 1965, e sono infinite (e dal gusto meravigliosamente ucronico) le possibili riscritture della storia del calcio, applicando virtualmente la novità a quasi sessant’anni di calcio europeo. Per dire, hai voglia a farti una ragione che Andriy Shevchenko quel gol nella semifinale di Champions 2002/03 a San Siro contro l’Inter lo aveva fatto fuori casa: quella dell’ucraino fu l’ultima rete della coppa conquistata dal Milan poche settimane dopo a Manchester contro la Juventus. What if…?Shevchenko in semifinale di UEFA Champions League contro l'Inter: l'away goal più celebre della storia del calcio italianoPhil Cole/Getty ImagesPosizionamento del portiere sui calci di rigore (2019)A proposito di quella finale di oltre vent’anni fa a Old Trafford, metà dei calci di rigore calciati dall’una e dall’altra squadra sarebbero stati ripetuti con l’applicazione alla lettera della regola IFAB, datata 2019, per la quale “il portiere deve avere almeno parte di un piede sulla linea di porta al momento del tiro”. Prima della novità, peraltro, i portieri avrebbero dovuto (teoricamente) essere addirittura fermi sulla linea. “Nuova” regola, questa sì, decisamente impattante in un campionato del mondo, dove i rigori rappresentano una coda decisamente frequente. E infatti decisamente osservata in occasione dell’ultima finale mondiale, sui rigori di Argentina-Francia in Qatar, VAR a parte, con il guardalinee appostato sulla linea di fondo al limite dell’area piccola.Cinque sostituzioni (2022)In principio fu il Covid, alla fine l’idea è piaciuta a tutti ed è rimasta: tre slot più l’intervallo, per un totale di cinque sostituzioni possibili. Più una a disposizione nel corso dei tempi supplementari. Anche questo ha a suo modo cambiato le regole del gioco: più soluzioni tattiche, più possibilità per gli allenatori di cambi di copione a gara in corso. Tornando a quell’Italia-Uruguay: segnò Godin all’81’, con l’Italia che aveva terminato le sostituzioni, in dieci, con Cassano prima punta. E senza correttivo alcuno a disposizione. Ma quella era, o sarebbe stata, un'altra storia.