Èiniziata oggi in Bulgaria la campagna elettorale per le elezioni parlamentari anticipate del 19 aprile, le ottave negli ultimi cinque anni.

L'ultima crisi è scoppiò in dicembre, quando le proteste di massa in tutta la Bulgaria contro il governo, accusato di corruzione e collusioni con ambienti mafiosi, costrinsero il premier Rossen Zhelyazkov e il suo governo a gettare la spugna.

Esponente del partito conservatore Gerb, Zhelyazkov guidava una coalizione con socialisti e populisti dell'Itn, tre partiti storicamente rivali tra di loro. Il 19 gennaio scorso poi, in un atto senza precedenti nella storia bulgara, annunciò le sue dimissioni il presidente della Repubblica, Rumen Radev, sostituito dalla sua vice, Iliana Iotova. Rudev, generale ed ex comandante dell'aeronautica, rinunciando all'incarico un anno prima della scadenza quinquennale, fece capire che le sue dimissioni erano la premessa per una sua discesa in campo alle elezioni, con un nuovo partito di rottura, 'Bulgaria Progressista', che ha come tema programmatico centrale la lotta alla corruzione: Radev si dichiara infatti pronto a "distruggere il modello oligarchico e combattere la mafia infiltratasi in tutti i livelli di governo del Paese". E secondo gli ultimi sondaggi, proprio il partito di Radev potrebbe generare sostanziali cambiamenti nello scacchiere politico nel voto di aprile, con tutte le agenzie demoscopiche che danno per scontata la vittoria d Bulgaria Progressista.