NAPOLI. A Napoli e in Campania è allarme epatite A: 113 casi da inizio anno su tutto il territorio regionale, con una concentrazione nel capoluogo partenopeo dove, ha rilevato il Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Napoli 1 Centro, si è registrata una «diffusione del virus superiore di 10 volte rispetto alla media degli ultimi dieci anni e di ben 41 volte rispetto all'ultimo triennio». Numeri che hanno fatto suonare l’allarme di un probabile focolaio in città, tanto che nella tarda serata di ieri il sindaco Gaetano Manfredi ha firmato un’ordinanza urgente con la quale si vieta la vendita di frutti di mare crudi in tutti gli esercizi pubblici, inclusi i locali di vicinato con consumo sul posto e le attività di produzione per consumo immediato. Chi non rispetterà il divieto, sarà punito con sanzioni amministrative pecuniarie che vanno da 2.000 a 20.000 euro. In caso di recidiva è prevista la sospensione dell'attività da 1 a 30 giorni e la successiva revoca del titolo autorizzativo.
Una misura drastica adottata alla luce dell’andamento del contagio. I dati epidemiologici evidenziano un'escalation preoccupante nel capoluogo partenopeo: dai 3 casi registrati a gennaio si è passati ai 19 di febbraio, fino a raggiungere i 43 casi nei primi diciannove giorni di marzo. Anche la Regione Campania ha alzato il livello di attenzione: Palazzo Santa Lucia ha disposto «un ulteriore rafforzamento delle attività di controllo lungo l’intera filiera dei molluschi bivalvi». C’è «un incremento (di casi, ndr) che richiede la massima attenzione sul fronte della sicurezza alimentare, della sorveglianza epidemiologica e dell’informazione ai cittadini», si legge in una nota. Solo nella giornata di ieri si sono registrati 14 nuovi casi: per nove persone è stato disposto il ricovero; altre due sono state trasferite al Cto in attesa di essere ricoverate. Solo un 46enne è in condizioni critiche ed è stato trasferito al Cardarelli. Attualmente circa cinquanta persone sono ricoverate all’ospedale Cotugno di Napoli. Tuttavia, per la direzione dell'Azienda Ospedaliera dei Colli «non sussiste alcuna emergenza», «il flusso di nuovi accessi (al Cotugno) si mantiene al momento moderato, senza evidenze di criticità nella gestione clinica e organizzativa», fa sapere una nota. I sintomi Inevitabili le raccomandazioni, a cominciare dall’individuazione dei sintomi. I più comuni sono nausea persistente, forte stanchezza, dolore addominale, urine scure, feci chiare o colorazione gialla della pelle e degli occhi. Nei bambini l’infezione può manifestarsi in forma lieve o addirittura senza segnali evidenti.










