VENETO - «Cav è una bella società, pronta ad allargarsi». Trapela ottimismo dalle parole di Vito Cozzoli, amministratore delegato di Autostrade dello Stato, società che controlla il 50% delle azioni di Cav (Concessioni Autostradali Venete). L’altra metà delle quote è della Regione del Veneto.
L’allargamento in questione riguarda la concessione a Cav della Brescia-Padova, attualmente gestita dalla società “Autostrada Brescia, Verona, Vicenza, Padova”, parte del gruppo A4 Holding. Una tratta che fa gola a più di qualcuno, considerata la remuneratività, in termini di pedaggi.
Il Veneto, attraverso Cav, al momento pare in testa alla lista. Con un obiettivo: posare il primo tassello della Holding autostradale del Nordest. Progetto voluto da Luca Zaia, ancora nel 2017, poi raccolto dal suo successore Alberto Stefani, che già da deputato si era interessato alla questione. Tanto che, proprio all’inizio del mandato da governatore, aveva ottenuto il “placet” del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini sull’affidamento della Brescia-Padova in-house a Cav.
Tutto ciò premesso, le parole pronunciate ieri da Cozzoli suonano come la conferma di un progetto voluto da tutte le parti: «Non abbiamo scelto casualmente Cav per iniziare con i nostri progetti innovativi (il riferimento va al piano su Ai e sicurezza autostradale, ndr). Siamo azionisti al 50% e ci troviamo molto bene a lavorare con loro. Sono una società efficiente e innovativa», afferma l’ad della società in-house del Mit, interamente controllata dal Mef. «Penso che Cav sia una bellissima società pronta ad allargarsi – prosegue il manager –, che ha due azionisti forti come lo Stato e la Regione del Veneto. Ci sono tutte le possibilità per crescere e dare un contributo a questo territorio virtuoso e molto innovativo. Qui mi sento a casa».








