«Si invitano le aziende a porre in essere ogni iniziativa possibile per rimuovere le criticità evidenziate dalle autorità garanti e di effettuare una puntuale verifica preliminare». Nel frattempo, «le richieste tuttora pendenti in cabina di regia sono da considerarsi sospese in attesa di ulteriore istruttoria da parte delle aziende proponenti».
Stop della Regione sulla chirurgia robotica
Prima o poi doveva accadere. Al netto dell’utilità dei robot, indiscutibile, già anni fa la corsa alle macchine aveva suscitato perplessità. In particolare, nella Commissione Hta, incaricata di valutare e nel caso autorizzare le domande anche in base ai volumi degli interventi: per una a richiesta autorizzata, ce n’erano almeno altre due in attesa. Una dinamica di cui scrivevamo già nel 2022.
La corsa ai robot si inceppa: tornano i dubbi
Ora il faro della Regione ha illuminato altri due fronti. Primo: per acquistare tecnologie biomediche, in particolare sistemi di chirurgia robotica, bisogna rispettare i principi di concorrenza, trasparenza, accesso al mercato e rotazione degli operatori economici recentemente ricordati da Anac, Autorità nazionale anticorruzione, e Autorità garante della concorrenza e del mercato. Il che rende inammissibile la prassi, da parte di aziende ed enti del servizio sanitario, «di precludere l’accesso alle procedure di gara ai produttori dei nuovi dispositivi chirurgici». Come? In molti casi si è riscontrato che nella documentazione di gara vengono richieste specifiche tecniche riconducibili esclusivamente a un determinato sistema robotico, affidando senza gara contratti di fornitura al produttore del primo sistema utilizzato.






