Eni deconsolida Plenitude dal suo perimetro attraverso un riassetto partecipativo, in accordo con gli attuali azionisti della società benefit, Ares ed Eip (Energy Infrastructure Partners), che porterà al controllo congiunto tra Eni e Ares e a una nuova governance a valle dell’operazione. L’annuncio del gruppo guidato da Claudio Descalzi è arrivato alla vigilia del Capital Markets Update di Eni nel corso del quale sarà reso noto il nuovo piano al 2030.

Il deconsolidamento attraverso un aumento di capitale

L’operazione poggia su un aumento di capitale non proporzionale tra i soci di circa 1,5 miliardi di euro, di cui almeno 1 miliardo di euro è previsto sia sottoscritto da Ares, sulla base di un equity value al 100% di Plenitude pre-money pari a 10,75 miliardi di euro (circa 13,1 miliardi di euro in termini di enterprise value implicito). Una volta effettuata la nuova iniezione di risorse, Eni deterrà una quota del capitale sociale vicina al 65%, ed è previsto che manterrà su Plenitude presidi di direzione e di coordinamento (sulla base di quanto fissato dall’ex art. 2497 del codice civile) compatibili con il nuovo accordo di controllo congiunto con Ares.

L’aumento di capitale a sostegno dei piani di crescita di Plenitude