«Ora siamo pronti ad accelerare». Dopo l’uscita incentivata di 257 addetti, tetto fissato nel piano industriale e raggiunto nelle settimane scorse, la multinazionale farmaceutica Gsk dà corpo alla trasformazione del campus di Rosia, a 15 chilometri da Siena, uno dei centri di eccellenza globali nella produzione dei vaccini (per meningite, fuoco di Sant’Antonio, virus respiratorio sinciziale) in cui lavorano 1.500 persone dirette più 500 nell’indotto. Obiettivo: aumentare la competitività attraverso l’evoluzione organizzativa, l’innovazione tecnologica, il miglioramento della sostenibilità ambientale. L’investimento, vicino alla conclusione, è di 262 milioni di euro e servirà innanzitutto a raddoppiare la capacità produttiva dell’impianto, che passerà da 60 milioni di dosi all’anno, distribuite in tutto il mondo, a 130 milioni di dosi. Il salto sarà possibile grazie alla nuova linea di infialamento (la terza) da 100 milioni di euro appena installata (è in fase di test), in grado di gestire sia siringhe che flaconi.

Vaccini

«Con questo investimento, che ci ha permesso di fare un upgrade tecnologico, automatizzando di più il processo e rendendolo più sicuro, siamo pronti a soddisfare la domanda mondiale di vaccini che è in aumento», spiega Andrea D’Amato, responsabile del sito produttivo di Rosia. «In particolare i vaccini per la meningite stanno crescendo nel mondo al ritmo del 20% all’anno», aggiunge Ennio De Gregorio, responsabile dell’altro insediamento Gsk in terra senese, il campus Ricerca e sviluppo (R&D) che si trova vicino al centro città e impiega 700 tra biologi, chimici, analisti dati, di cui 100 nella ricerca e sviluppo di vaccini per i Paesi a basso reddito.