Monza, 5 mag. (askanews) – Per un Paese come l’Italia, primo nell’Unione Europea per produzione di medicinali, il settore farmaceutico è fondamentale, ma ancora di più lo è per la Lombardia, dove è un vero moltiplicatore di sviluppo, innovazione e occupazione qualificata. Lo evidenzia uno studio di Roche, multinazionale svizzera con filiale in Italia da 130 anni, secondo il quale quest’azienda, attiva in particolare nel settore biotecnologico, ha un impatto sul Pil lombardo pari a 468 milioni di euro ed è un motore che per ogni euro di valore aggiunto diretto ne genera 1,8 sull’economia a livello regionale, con 46 branche attivate, di cui quasi otto su dieci sono Pmi che entrano così nelle filiere del valore globale.

“Quando quando diciamo che l’effetto moltiplicatore è di 1,8 euro vuol dire che nel Pil della regione Lombardia vengono prodotti 468 milioni grazie alla ricerca e sviluppo che viene fatta qui e questo immaginatelo per Roche moltiplicato per tutte le aziende che fanno ricerca e sviluppo. Siamo un Paese che si potrebbe davvero far diventare un polo di eccellenza europea” ha detto Dario Scapola, direttore del Market Access di Roche Italia.

Per continuare ad alimentare questa catena di valore, serve però trasformare freni ed ostacoli in leve per premiare l’innovazione e attrarre investimenti, e nel mirino c’è soprattutto il payback, meccanismo di controllo della spesa pubblica per farmaci e diagnistica, in base al quale se viene superato il tetto massimo, le aziende devono restituire alle Regioni una quota del superamento.