Roma, 18 mar. (askanews) – La mente corre a cinque anni fa, all’oro magico di Marcell Jacobs nei 60 degli Euroindoor, lo start di una stagione indimenticabile, esagerata, quella dei cinque ori alle Olimpiadi di Tokyo. “Torniamo sul luogo in cui tutto ebbe inizio”, commenta il direttore tecnico Antonio La Torre appena atterrato in Pomerania con gli azzurri per i Mondiali indoor. “E’ sostanzialmente da Torun che partì l’ondata di Tokyo. Ma non guardiamo al passato, perché ci basta un solo dato per capire quanto successo in questi cinque anni: qui non ci sarà nessuno dei campioni olimpici, eppure ci presentiamo lo stesso con diverse punte e legittime ambizioni, per un nuovo esame importante e con una squadra che continua a cambiare. Si fondono tre generazioni di campioni: una parte del gruppo di Tokyo, la ‘new wave’ emersa a Glasgow 2024 e i giovanissimi come Doualla”.
Gli azzurri sono arrivati in Polonia a metà pomeriggio: un sorriso per la foto che finirà sull’accredito, i consueti controlli antidoping per molti dei big e poi la cena tutti insieme, nell’hotel situato a una mezz’ora da Torun, in località Ciechocinek. Diversamente dal solito, sarà di pomeriggio, giovedì, l’allenamento ufficiale della vigilia all’Arena Torun (tra le 17 e le 20), a seguire è in programma la riunione di squadra che decreterà anche i capitani e ospiterà i giuramenti dei debuttanti Kelly Doualla e Oliver Mulas. Il DT La Torre ha le idee chiare su quale messaggio comunicare ai 26 azzurri in gara da venerdì mattina fino a domenica: “Siamo a un Mondiale, nessuno ti porta le medaglie a casa o regala qualcosa, non c’è niente di banale e di scontato. Mi piace dire che sia un’Italia di carattere. A tutti chiedo di dimostrarlo anche stavolta”.















