Il Consiglio di Stato boccia lo spostamento dei depositi chimici da Multedo a Sampierdarena. Come nel maggio 2024 aveva fatto il Tar Liguria, anche i giudici romani, con una lunga sentenza respingono il ricorso che era stato presentato dalla società Superba, dall’Autorità portuale e dal Commissario straordinario per la ricostruzione del viadotto Polcevera, ovvero il presidente della Regione Marco Bucci.
Vincono così una complessa battaglia sia le aziende Silomar (avvocato Corrado Mauceri), Saar- Sampierdarena Olii e infine dai Comitati di cittadini di Sampierdarena contrari all’operazione rappresentati dall’avvocato Luigino Montarsolo dello studio Anselmi.
L’atto iniziale che dà origine alla vicenda è quello con cui Superba nel 2021 “chiedeva l’assegnazione di un’area portuale presso ponte Somalia, avente superficie di circa 77.000 mq, nella quale rilocalizzare i propri depositi di prodotti chimici attualmente ubicati in ambito urbano, precisamente nel quartiere di Genova-Multedo”.
Il Consiglio di Stato ha sostanzialmente confermato i punti della sentenza del Tar Liguria.Viene anche stroncato il collegamento tra spostamento dei depositi e sviluppo del porto sostenuta per poter finanziare il progetto con 30 milioni del decreto Genova post ricostruzione del ponte Morandi. Scrivono i giudici del Consiglio di Stato: « la rilocalizzazione dei depositi chimici della Superba S.r.l. non risulta coerente con le finalità concernenti la ripresa e lo sviluppo dei traffici portuali nella prospettiva della compensazione dei danni conseguenti al crollo del Ponte Morandi… L’incremento dei traffici, infatti, non può essere assicurato da un semplice spostamento dei depositi esistenti e, invero, non esiste alcuna valutazione comparativa sugli effetti di tale ricollocazione, sicché, sul punto, le parti appellanti si sono limitate a mere asserzioni. In secondo luogo, peraltro, si tratta di un’esigenza che, oltre a non realizzare il predetto obiettivo di sviluppo dei traffici, non è in alcun modo connessa al crollo del Ponte Morandi poiché, al contrario, si riferisce a un’esigenza preesistente, circostanza questa pacifica e non contestata».








