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Ultimo aggiornamento: 15:23

Una scarica elettrica mentre era immersa nella vasca da bagno, il telefono collegato al caricabatterie che scivola nell’acqua e la morte immediata. A quasi tre anni dalla tragedia che aveva spezzato la vita della sedicenne Mariantonietta Cutillo, la Procura di Avellino ha chiesto il rinvio a giudizio per sei persone ritenute responsabili, a vario titolo, di omicidio colposo e frode in commercio. La richiesta, firmata dal pm Cecilia De Angelis, sarà valutata dal giudice dell’udienza preliminare il prossimo 18 giugno. Al centro dell’inchiesta c’è il caricabatterie utilizzato dalla ragazza il 2 maggio 2023 nella sua abitazione di Montefalcione, ritenuto dagli inquirenti difettoso e non conforme agli standard di sicurezza.

Tra gli imputati figurano tre cittadini cinesi due residenti a Milano – indicati come importatori del dispositivo. Secondo l’accusa, sarebbero loro ad aver immesso sul mercato il caricabatterie che, finito nell’acqua della vasca, avrebbe provocato la scarica elettrica fatale. Sotto processo anche due commercianti, residenti tra le province di Pisa e Lucca, che avrebbero distribuito il prodotto, risultato dotato di un falso marchio di conformità europea. A completare il quadro degli indagati c’è il titolare di una cartoleria di Montefalcione, accusato di frode in commercio per aver continuato a vendere quel caricabatterie anche dopo la morte della giovane.