Seguici anche su
La 22enne rimase incastrata nel 2021 in un orditoio all'interno di una fabbrica di Montemurlo (Prato). Ma chi manomise il macchinario?
© Tgcom24 | Luana D'Orazio il giorno del suo 22esimo compleanno
Per la morte di Luana D'Orazio, l'operaia di 22 anni stritolata dall'orditoio a cui stava lavorando il 3 maggio 2021 in una fabbrica di Montemurlo (Prato), la procura di Prato ha depositato il ricorso in appello contro la sentenza di primo grado che ha assolto il manutentore Mario Cusimano dall'accusa di aver manomesso la macchina su cui lavorava la ragazza. Le motivazioni della sentenza, come riporta l'edizione locale del quotidiano La Nazione, sono state impugnate dalla procura di Prato che potrebbe disporre anche nuovi accertamenti per cercare di capire chi abbia manomesso l'orditoio. "Rincuorata, spero che venga fatta veramente giustizia, la sentenza non è stata giusta. Spero che mia figlia ottenga la giustizia che merita", ha commentato la mamma della giovane.
Per la morte di Luana D'Orazio i titolari dell'orditura, Luana Coppini e il marito Daniele Faggi, hanno patteggiato una pena rispettivamente a due anni e un anno e sei mesi.








