Il procuratore di Prato Luca Tescaroli ha deciso di riaprire le indagini sulla morte sul lavoro di Luana D'Orazio anche considerando che le condanne inflitte finora siano troppo basse.
Lo riporta La Repubblica.
Il decesso risale al 2021.
La giovane operaia, 22 anni, madre di un bambino, finì dentro un macchinario tessile in un'azienda a Montemurlo. I due titolari della ditta, moglie e marito, hanno patteggiato condanne di 2 anni e 1 anno e mezzo; un tecnico manutentore, esterno all'azienda, è stato assolto in primo grado e ci sarà appello. In realtà la riapertura dell'inchiesta sarebbe attribuibile alla necessità di riesaminare gli atti per individuare altri, eventuali, profili di responsabilità.
Previsti anche nuovi accertamenti e l'ascolto di nuovi testimoni.









