C’è una guerra fatta con le bombe e una parallela e globale sul petrolio. E in mezzo… c’è chi spegne la luce e accelera. Letteralmente. Si chiama “going dark”, navigare al buio, ed è la nuova frontiera dell’azzardo marittimo nello Stretto di Hormuz. Ma più che una tecnica, è un marchio di fabbrica. Quello di George Prokopiou, l’armatore greco che – racconta anche La Stampa – si è guadagnato sul campo il soprannome di “bucaniere” e di "pirata".
Spegnere il transponder, sparire dai radar e infilarsi in una delle rotte più calde del pianeta: roba da action movie. E da conti correnti ancora più robusti. Perché il gioco vale fino a 500mila dollari al giorno di navigazione. Prokopiou lo ha capito prima degli altri. Ha fiutato il blocco iraniano e ha mandato avanti la sua flotta come un generale d’assalto: cinque petroliere già passate, altre in arrivo. Dietro c’è un sistema parallelo fatto di contatti locali, accordi sottobanco e – come spiegano fonti del settore – una spartizione dei profitti con interlocutori iraniani. Altro che diritto internazionale: qui comandano i rapporti e il denaro.
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