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18 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:20

La legge sul salario minimo della Regione Puglia rischia di trasformarsi in una beffa per i lavoratori: paga oraria più alta ma monte ore tagliato, con la conseguenza di meno servizi per i cittadini pugliesi e salario mensile da fame per i lavoratori. Che ora sono sul piede di guerra, hanno mobilitato il sindacato e interpellano il centrosinistra pugliese, che della norma regionale sul salario minimo aveva fatto un caso nazionale, battendo anche il Governo Meloni davanti alla Corte Costituzionale. Facciamo un passo indietro, all’estate 2023, quando fecero scalpore le interviste di alcuni lavoratori. In una mano i contratti, nell’altra mano pochi spiccioli: tre monete da 1 euro e tre monete da 20 centesimi: in totale 3,60 euro l’ora, quanto la Regione Puglia pagava gli addetti al portierato e alla custodia delle proprie sedi. “Un caporalato legalizzato” fu la definizione di quei lavoratori, tra cui Marco Porpora, in servizio presso la struttura regionale del Convitto Palmieri di Lecce.

Anche da lì partì l’iniziativa legislativa per il salario minimo, presentata da un consigliere regionale del Pd poi prematuramente scomparso, Donato Metallo. Una legge semplice: nessun appalto della Regione Puglia poteva prevedere una paga oraria inferiore ai 9 euro l’ora. Una norma varata dal consiglio regionale targato Michele Emiliano nel novembre 2024 e subito impugnata dal Governo Meloni, che chiese alla Corte Costituzionale di annullarla. Un anno dopo, però, il 16 dicembre 2025, la sentenza 188 della Corte fu di segno opposto: il ricorso del governo era inammissibile, la norma pugliese del tutto valida. Il centrosinistra diede fuoco alle polveri: “Meloni ha fallito” disse la segretaria del Pd Elly Schlein, invitando la premier a “approvare subito la proposta delle opposizioni sul salario minimo”, mentre il vicepresidente M5S Mario Turco sottolineò che “fissare una soglia minima inderogabile che stabilisca il confine tra lavoro e sfruttamento è un obiettivo imprescindibile” e il segretario Avs Nicola Fratoianni parlò di “un ceffone al governo, che continua a affossare ogni provvedimento che restituisce dignità ai lavoratori”. Idem la politica regionale: Michele Emiliano parlò di “una vittoria importantissima” e l’allora presidente del consiglio regionale Loredana Capone disse che “la Puglia anticipa e dà il buon esempio”.