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23 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 21:51 del 23 Settembre

Il colpo di spugna della maggioranza sul salario minimo è definitivo. Il Senato ha infatti approvato la delega al governo in materia di retribuzione dei lavoratori e di contrattazione collettiva, che è diventata legge. Si tratta del provvedimento inizialmente proposto dalle opposizioni come legge immediatamente applicativa che prevedeva l’introduzione di una paga oraria minima di 9 euro e snaturato dalla maggioranza che l’ha trasformato in una delega secondo cui dovranno essere “assicurati ai lavoratori trattamenti retributivi giusti ed equi”, senza fissare livelli minimi sotto i quali non si può scendere. Contro il testo hanno votato tutte le opposizioni compresa Iv, che alla Camera non aveva firmato il ddl presentato da Conte, Schlein, Bonelli, Fratoianni, Richetti di Azione e Magi di +Europa.

Il governo Meloni aveva già ricevuto una delega per recepire la direttiva europea sul salario minimo (nella legge di delegazione europea 2022-23 approvata a febbraio 2024) ma non l’ha esercitata. Nel caso del testo approvato oggi in via definitiva il governo è delegato a varare entro sei mesi “uno o più decreti legislativi” seguendo i criteri indicati dal testo. In particolare i decreti dovranno “definire, per ciascuna categoria di lavoratori, i contratti collettivi nazionali di lavoro maggiormente applicati“, al fine di prevedere che il trattamento minimo di tali contratti “costituisca, la condizione economica minima da riconoscere ai lavoratori appartenenti alla medesima categoria”. Il tutto cancellando il riferimento ai contratti firmati dalle associazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative, che esclude quelle pronte a firmare accordi pirata.