Sostenere il rinnovo puntuale dei contratti collettivi nazionali di lavoro, attraverso l’eventuale riconoscimento ai lavoratori di incentivi per bilanciare e, se possibile, compensare la riduzione del potere di acquisto. Per ciascun contratto scaduto, non rinnovato entro i termini previsti, e per i settori non coperti da contrattazione collettiva, prevedere l’intervento diretto del ministero del Lavoro, con l’adozione delle misure necessarie sui trattamenti economici minimi complessivi, tenendo conto delle peculiarità delle categorie di lavoratori di riferimento e, se del caso, considerando i trattamenti economici minimi complessivi previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro maggiormente applicati nei settori affini.
Il riferimento ai trattamenti economici dei Ccnl maggiormente applicati
Sono due principi ispiratori della legge con la delega al Governo approvata in via definitiva dal Senato (78 voti favorevoli, 52 contrari) in materia di retribuzione dei lavoratori e contrattazione collettiva - relatore Francesco Zaffini (Fdi) -, il provvedimento già approvato dalla maggioranza alla Camera ventuno mesi fa che ha sostituito la proposta presentata unitariamente dalle opposizioni sull’introduzione anche in Italia del salario minimo legale. L’obiettivo del provvedimento è quello di garantire l’attuazione del diritto dei lavoratori ad una retribuzione proporzionata e sufficiente, come stabilito dall’articolo 36 della Costituzione, rafforzando la contrattazione collettiva e stabilendo criteri che riconoscano l’applicazione dei «trattamenti economici complessivi minimi previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro maggiormente applicati».







