«Uomo, uomo», «Esci, è tua», ma anche «Vai via, occhio all'interno» e poi il ripetuto «veloci». Ieri sera nonostante il forte vento in faccia, Giovanni Stroppa ha urlato di tutto ai suoi, pur di mantenerli vivi. E in quel piccolo rettangolo nel rettangolo che è l'area tecnica ha macinato chilometri, tanti da far, probabilmente, impazzire il contapassi.

C'è stato spazio anche per difendere i ragazzi e prendersela con lo staff arbitrale, come ad esempio al 35'. Pastina è stato rimandato in campo dopo un lieve infortunio, ma in quel frangente, poco distante, Sverko stava impostando e si è trovato a dover disimpegnare all'indietro. Apriti cielo, Stroppa è scattato verso il quarto uomo De Angeli. La rabbia è però durata poco, il chiarimento con gli arbitri è stato sufficiente a riportare la calma, facendo in modo che il tecnico veneziano potesse godersi da subito la rete di Svoboda, arrivata a qualche minuto di distanza. Pugno alzato e sguardo fisso verso la tribuna, confabulando con il suo staff. Subito dopo la rete del Venezia c'è stato spazio anche per una leziosità: quando la palla è uscita, al 42' il tecnico si è cimentato in uno stop di tacco da "dieci", proprio sotto agli occhi di Haps. Tra i momenti di gioia c'è stato modo anche di riprendere Svoboda, reo di aver calciato troppo alto e profondo un pallone, l'austriaco si è dovuto scusareo. Anche ieri, come accaduto nelle scorse partite, al 30' del secondo tempo è arrivato il coro per l'allenatore, celebrato pure a fine partita, in quella che è una gara dal sapore diverso.