PADOVA - Ogni giorno tra Padova e provincia 2/3 persone vanno in arresto cardiaco. L'80% dei casi avviene tra le mura domestiche e gli altri nei posti più disparati: per strada, sugli argini dove la gente va a fare footing, nelle palestre o nei luoghi di lavoro. La sopravvivenza non supera l'8%, però se le manovre di rianimazione cardiopolmonare che chiunque può fare avvengono nei primi 3-5 minuti le probabilità salgono al 50-60%: il massaggio cardiaco mantiene vivo il cervello nutrendo anche il cuore, mentre il defibrillatore converte il ritmo, riportandolo ai parametri vitali.
Quest'ultimo è uno strumento salva-vita fondamentale e proprio per questo a Palazzo Moroni è stato implementato il progetto "Padova città cardioprotetta" finalizzato alla creazione di una rete capillare di dispositivi che tutti possono utilizzare di fronte a un'emergenza: nel capoluogo ce ne sono 290 e nell'intero territorio patavino un migliaio, ma ora, grazie un contributo di 30mila euro della Fondazione Cariparo, e alla collaborazione di Fondazione Ometto e Camera di Commercio, ne sono stati acquistati altri 27, 16 dei quali saranno posizionati nelle scuole, 3 nei musei comunali e 4/5 sul lungargine Scaricatore, tra le chiuse e il Bassanello.







