TREVISO - Entra da sinistra, con incedere caracollante. Ma sembra proprio camminare sul palco e poi voltarsi verso il pubblico, quasi a volergli parlare. A dialogare con lui, anche se per brevi tratti, sarà invece Marco Goldin. Parleranno in francese: lui, il curatore e critico d'arte protagonista di questo tempo e Claude Monet, forse il più importante pittore dell'Impressionismo di cui in questo 2026 ricorrono i 100 anni dalla morte. Grazie all'Intelligenza Artificiale, agli studi e le ricerche di Goldin, il dialogo dell'impossibile diventa possibile, reale e si trasforma nell'espediente che dà il via al viaggio nella vita del grande pittore tra quadri stupendi, immagini suggestive e musica coinvolgente. È questo il cuore del nuovo spettacolo teatrale di Goldin - "Monet, una vita a colori" - voluto proprio in occasione del centenario, che prenderà il via da ottobre a Udine per poi toccare una quarantina di piazze in tutta Italia, tra cui Treviso il 26 novembre. Protagonisti Goldin, voce e presenza narrante, il pianista Remo Anzovino e la violocellista Daniela Savoldi.

L'attesa è già molta, i primi biglietti messi in vendita sono andati venduti in fretta anche se mancano ancora sette mesi all'esordio. E la curiosità cresce attorno alla figura di questo Monet, che sarà sul palco e dialogherà grazie alla tecnologia messa a servizio della cultura: «Non abbiamo voluto eccedere con l'Intelligenza Artificiale - premette Goldin - perché vogliamo che lo spettacolo sia il più reale possibile. Ma l'abbiamo utilizzata in modo intelligente, così come la utilizziamo già per altre cose. Grazie all'AI dialogherò con Monet in due momenti distinti, di un paio di minuti, dello spettacolo. Incontrerò il pittore quando ha già compiuto 80 anni, quindi nel 1920, nel suo giardino di Giverny. Si esprimerà in francese e sarà il pretesto per ripercorrere la sua vita, le sue opere. Ne abbiamo ricostruito l'immagine grazie all'AI e camminerà sul palco guardando me e il pubblico». Attorno ci sarà una scenografia particolare, con due piccoli palchi mobili che fanno sparire e comparire i musicisti in un continuo rincorrersi tra musica, luce, colori.