Goldin: «Così le mostre creano valore economico»
Il fondatore di “Linea d’ombra”: «La svolta fu organizzare gli “Impressionisti” a Treviso, provincia nobile. Volevo portare l’arte alla gente comune, puntando sulla comunicazione»
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giovedì 25 settembre 2025 di Paolo Calia
C'è un prima e un dopo. Prima delle grandi mostre trevigiane di fine anni Novanta dedicate agli Impressionisti, la "comunicazione" nel mondo dell'arte, intesa come capacità di costruire un messaggio capace di sfondare la ristretta cerchia di appassionati e studiosi, era praticamente inesistente. Dopo quelle mostre, è cambiato tutto. La svolta è arrivata grazie a un piccolo seme diventato poi un grande e maestoso albero piantato da Marco Goldin, critico d'arte e curatore, che ha segnato una nuova via aiutato anche dalla lungimiranza di Fondazione Cassamarca.







